CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Sabato 23 ottobre - Ore 21.00
Domenica 24 ottobre - Ore 16.00 - 21.00

ariaferma

Un film di Leonardo Di Costanzo.

Con Toni Servillo, Silvio Orlando,
Fabrizio Ferracane, Salvatore Striano.

ASSOCIAZIONE LA FILANDA

Mercoledì 27 ottobre - ore 14.30

un pomerigio

con beethoven


A cura di Francesco Metrangolo
Parte tecnica a cura di Ettore Fungi

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Sabato 30 ottobre - Ore 21.00
Domenica 31 ottobre - Ore 16.00 - 21.00
Lunedì 1° novembre - Ore 21.00

Marilyn

ha gli occhi neri

Un film di Simone Godano.
Con Stefano Accorsi, Miriam Leone.

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

PROSSIMAMENTE

Freaks out

Un film di Gabriele Mainetti.

Con Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo,
Pietro Castellitto, Giancarlo Martini.

STAGIONE TEATRALE LA FILANDA

Venerdì 12 novebre - re 21.00

iliade

da Omero

progetto e regia Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia

Sono state definite due date per la ripresa degli spettacoli teatrali:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge per cui per gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto e sale cinematografiche la capienza consentita è del 100 per cento di quella massima autorizzata, con accesso consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19

L'accesso alla sala sarà quindi consentito con le seguenti modalità:

Altre disposizioni saranno comunicate in sala dai responsabili

Cinematografo La Filanda

Sabato
23 ottobre 2021

Ore 21.00

Domenica
24 ottobre 2021

Ore 16.00 e 21.00

 

Trailer

 

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Ariaferma

 

Un film di Leonardo Di Costanzo.
Con Toni Servillo, Silvio Orlando, Fabrizio Ferracane, Salvatore Striano, Roberto De Francesco

Un carcere ormai in degrado sta per essere chiuso. Arriva però un contrordine: 12 detenuti ed alcuni agenti di polizia penitenziaria dovranno restarci un po' più a lungo degli altri perché la struttura che dovrebbe accogliere i detenuti non è a momento disponibile. Diventa quindi necessario gestire in modo nuovo il rapporto considerato che gran parte dell'edificio è ormai chiusa.

Leonardo di Costanzo prosegue con rigore il suo percorso di ricerca e di riflessione sulle dinamiche relazionali riprendendo il discorso iniziato con il suo film di finzione d'esordio, L'intervallo.

Là un ragazzo e una ragazza si trovavano confinati in uno spazio chiuso l'uno con il ruolo del carceriere (decretato dalla camorra) e l'altra in quello di prigioniera. I due, inizialmente distanti, finivano con l'avvicinarsi e con il conoscersi. Lo schema si ripropone ora ma con un salto produttivo notevole. Non ci sono più interpreti bravi ma sconosciuti come in quell'opera ma Servillo, Orlando e Ferracane nonché Striano tra i protagonisti.

Di Costanzo però, come detto, non perde il rigore del proprio sguardo indagatore dell'animo umano al di là delle convenzioni (come accadeva anche in L'intrusa) giocando sulla molteplicità dei punti di vista e sullo spazio. Perché non solo gli esseri umani ma le mura stesse dell'edificio raccontano in questo film.

Raccontano di un edificio concentrazionario che è funzionale a fare riferimento non, come si potrebbe pensare, alle note vicende del carcere di Santa Maria Capua Vetere ma piuttosto, inizialmente, ai versi di Fabrizio De André "Di respirare la stessa aria dei secondini non ci va."


Invito all 'Opera

Mercoledì
27 ottobre 2021

Ore 14.30

 

Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti

 

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

 

Prenota la tua partecipazione

 

 

Un pomeriggio con Beethoven

 

A cura di Francesco Metrangolo.
Parte tecnica Ettore Fungi.

Sonata Al chiaro di luna, “quasi una fantasia” come la chiamò Beethoven si apre con un arpeggio su note gravi, creando una atmosfera malinconica e coinvolgente.

Berlioz nel suo “Voyage Musical” dice a questo proposito: «v’è un’opera di Beethoven, conosciuta sotto il nome di Sonata in do diesis minore, il cui Adagio è una di quelle poesie che il linguaggio umano non giunge a definire. Il suo procedimento è molto semplice: la mano sinistra spiega dolcemente dei larghi accordi d’un carattere solennemente triste […] mentre la mano destra […] fa sentire una specie di lamento, fioritura melodica di questa oscura armonia.» Il secondo movimento, più allegro e vivace è invece come una parentesi in cui l’animo si rasserena, e si prepara all’ascolto della coinvolgente parte finale dell’opera. Una tempesta di note in crescendo tumultuosamente.

IL Concerto per violino e orchestra, nel movimento centrale presentato nel pomeriggio dedicato a Beethoven, esprime uno degli apici della musica romantica con le sue trame melodiche delicate e al contempo profondissime.

La Settima sinfonia è la tra le più conosciute delle nove sinfonie del genio di Bonn. Viene presentata l’edizione di Claudio Abbado del 2001 che costituì il punto di non ritorno della prassi esecutiva delle sinfonie beethoveniane per l’assoluta novità interpretativa

Infine l’Inno alla  gioia in una edizione assolutamente sorprendente e innovativa


Cinematografo La Filanda

Sabato
30 ottobre 2021

Ore 21.00

Domenica
31 ottobre 2021

Ore 16.00 e 21.00

 

Lunedì
1° novembre 2021

Ore 21.00

 

 

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Marilyn ha gli occhi neri

 

Un film di Simone Godano.
Con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Thomas Trabacchi, Mario Pirrello, Andrea Di Casa.

Diego ha dei problemi di contenimento delle frustrazioni ed è ripiegato su se stesso. Clara è affetta da mitomania, dice bugie così convincenti da convincere anche se stessa della loro veridicità. I due fanno parte di un gruppo sottoposto a riabilitazione forzata sotto la guida di uno psichiatra che tenta, non senza difficoltà, di liberarli dalla concentrazione su sé obbligandoli a gestire un ristorante per le persone del quartiere.

Dopo la serie televisiva che li ha visti condividere per tre stagioni il set relativo alle vicende del periodo di Tangentopoli, Miriam Leone e Stefano Accorsi tornano a lavorare insieme in un film diretto da Simone Godano e scritto da Giulia Louise Steigerwalt, una coppia professionalmente sempre più affiatata.

Non era facile scrivere e poi dirigere un film sulle problematiche psichiche senza scivolare nella retorica o ridicolizzare le problematiche stesse che affliggono chi è affetto da queste patologie. I due ci riescono senza mai andare sopra le righe e suscitando, anche quando propongono il tormentone della paziente incapace di contenere le proprie esplosioni verbali, sorrisi venati di comprensione.

In un periodo storico che, grazie alla pandemia, ha accentuato le nevrosi di vario genere, gli 'occhi di Marilyn' ci propongono uno sguardo che non nasconde i problemi ma si apre alla speranza. Diego e Clara scoprono progressivamente che anche i loro punti deboli possono essere positivamente inclusi nella loro evoluzione personale. Ciò che conta non è eliminarli ma sapere come tenerli sotto controllo.

Godano e Steigerwalt hanno realizzato una commedia amara che, finalmente, ha al centro gli alimenti e la loro lavorazione non più come competizione o ricerca finalizzata ad un'estetica della portata talvolta autoreferenziale.


Prossimamente al Cinematografo La Filanda

 

Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

 

 

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Freaks out

 

Un film di Gabriele Mainetti.
Con Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi.

C'è una guerra sporca che brucia il mondo e i diversi. In quella guerra sporca c'è un circo e dentro al circo quattro freaks che strappano sorrisi all'orrore. Matilde è la ragazza 'elettrica', Fulvio l'uomo lupo, Mario il nano calamita, Cencio il ragazzo degli insetti.

A guidarli è Israel, artista ebreo e 'terra promessa', che ha inventato per loro un destino migliore. Assediati dai nazisti, che hanno occupato Roma e soffocato ogni anelito di libertà, decidono di imbarcarsi per l'America ma inciampano nell'ambizione divorante di Franz, pianista tedesco e direttore artistico del Zirkus Berlin, con troppe dita e poco cuore.

Strafatto di etere, Franz vede il futuro e vuole cambiarlo: la Germania non perderà la guerra.

A confermarlo sono i suoi deliri, a garantirlo i superpoteri di Matilde, Fulvio, Mario e Cencio. A Franz non resta che scovarli. Davanti a Freaks Out, e dopo Lo chiamavano Jeeg Robot, non abbiamo più dubbi, Gabriele Mainetti è il mago di Oz del cinema italiano.

Un uragano che ci solleva dalla monotonia della produzione nazionale per precipitarci nella terra dell'avventura, dove sopravvivono creature fantastiche in cerca del loro cuore o del loro coraggio per sconfiggere la paura e una strega, sempre crudele e ciarlatana. Non si allontana troppo dalle rive del Tevere, Mainetti che lascia il cuore del ciclone per sbarcare nel regno della narrazione fantastica nutrita di Storia.

Una 'storia' nota che il suo film 'mette in pericolo' attraverso un nazista più nazista degli altri, decisamente antisemita e ostinato a vincere la guerra, perché ha già visto il futuro e la morte del Führer.

Mainetti confonde i fatti reali (l'occupazione di Roma) con gli avvenimenti immaginari (l'arrivo del Circo Mezzapiotta). Cortocircuitando l'esperienza romanzesca e l'illusione di realtà storica, immagina un pianista pazzo che usurpa a Chaplin l'energia burlesca per ridere e irridere l'intolleranza e la tirannia.

Da qualche parte tra il gaio dittatore di Mel Brooks e il grande dittatore di Charlie Chaplin, Franz Rogowski torce e rivolta il corpo per entrare meglio nella pelle dell'altro, soprattutto di quello che si detesta.


Stagione Teatrale La Filanda

Iliade
da Omero
progetto e regia Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia
ideazione scenica, grafica e foto di scenaChiara Salvucci
tecnico luci Christian Laface
tecnico audio Gabriele Copes

 

 

Venerdì
12 novembre 2021

Ore 21.00

 

Interi Euro 12.00

Ridotti Euro 10.00

 

 

 

Per prenotare biglietti
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Essere miti, questo vuol dire essere forti (Omero, Iliade)

Uno degli “album” di Corrado d'Elia più sentiti ed appassionati, uno spettacolo ricco di emozioni e dalla potenza evocativa straordinaria.
Ascoltare Iliade davanti ad un moderno cantore, ad un aedo contemporaneo, vuol dire riavvolgere quel filo che collega anche oggi, soprattutto oggi, mito, epica, narrazione e presente. 

L’Iliade non è solo uno dei pilastri della nostra letteratura, ma è anche l'archetipo e il paradigma del nostro sentire. È l'origine, il master, il conio da cui ancora oggi muoviamo per raccontare e immaginare le nostre passioni, le nostre vite, le nostre relazioni e la nostra storia.
I sentimenti degli esseri umani non hanno tempo. E l'amore e l'odio che Omero cantava quasi 3000 anni fa, le gesta di quei grandi uomini, le loro passioni, sono i medesimi di oggi, hanno la stessa potenza dirompente, la stessa intensa capacità di emozionarci e di farci riflettere.

Ognuno di noi, anche chi non lo sa, anche chi non lo immagina, è intriso fino al midollo dell'umanità del mito. Da li veniamo tutti. A quell'origine tutti apparteniamo.

Per questo ancora oggi sentiamo l'urgenza di raccontare questa storia straordinaria. Non solo per unirci ad un rito antico come il tempo, ma per vivere appieno il suo straordinario percorso di umanità e di contemporaneità.

NOTE DI REGIA

Una riscrittura a nuovo, in forma rigorosamente poetica, come l'originale, per essere raccontata ad alta voce. Logos ed Epos incontrano così il nostro tempo nell'unica forma possibile, la ποίησις (poiesis), nel suo senso primo e originale, la creazione.
Le parole trovano allora il coraggio di rivelarsi nel loro senso più vero, più alto, più puro, diventano luogo dell'anima, reagendo alla perdita di significato che ogni giorno il nostro tempo ci propina. L'antico si fa contemporaneo e l'ancestrale si incarna nel tempo nuovo.
Ne nasce uno spettacolo “interrotto” da 10 stanze.

Stanze che sono momenti di riflessione, elegia e salmo su cui ogni tanto fermarsi e meditare; trovare il tempo giusto per comprendere ed assimilare fino in fondo.