CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Sabato 10 luglio - ore 21:00
Domenica 11 luglio - ore 16:00 e 21:00

una donna promettente

Un film di Emerald Fennell.

Con Carey Mulligan, Bo Burnham,
Laverne Cox, Clancy Brown-

Con la programmazione di questo fine settimana il CINEMATOGRA LA FILANDA sospende le proiezioni per la pausa estiva.

Arrivederci a Settembre

Cinematografo La Filanda

Sabato
10 luglio 2021

Ore 21.00

Domenica
11 luglio 2021

Ore 16.00 e 21.00

 

Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

 

Trailer

 

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Una donna promettente

Un film di Emerald Fennell.
Con Carey Mulligan, Bo Burnham, Laverne Cox, Clancy Brown, Jennifer Coolidge.

La trentenne Cassie ha buttato al vento ogni speranza: da quando ha abbandonato gli studi di medicina lavora in un piccolo bar, vive coi genitori e ogni weekend gira per locali facendosi abbordare da sconosciuti.

Cassie in realtà ha un piano: fingendosi ubriaca, intende dimostrare come ogni uomo che la abborda nasconda il desiderio di violentarla o possederla con la forza.

Nel suo passato c'è un trauma che ha segnato il suo destino, un evento che l'incontro con Ryan, ex compagno del college, riporta a galla. Combattuta fra l'interesse per Ryan e il desiderio di chiudere i conti con il passato, Cassie darà una direzione definitiva alla sua vita.

Il film più ideologico del cinema hollywoodiano contemporaneo è una riflessione in chiave dark sulla cultura dello stupro e la sua accettazione come sistema di potere.

Negli Stati Uniti ci è voluto un anno, dalla presentazione al Sundance nel gennaio 2020 all'uscita nel dicembre successivo, per fare di Una donna promettente un caso: nomination ai Golden Globes come miglior regista per Emerald Fennell, ex attrice al primo lavoro per il cinema; nomination come miglior interprete femminile per Carey Mulligan (e possibile Oscar fra qualche settimana); polemiche virali per una recensione di gennaio di Variety smentita e corretta undici mesi dopo dalla stessa testata; osanna generalizzati della stampa americana che ha esaltato la capacità del film di cogliere nel segno («Puck the punch», ha scritto IndieWire) e di «ribaltare gli elementi più noti di un genere dark raccontando il senso di colpa condiviso da chi detiene il potere» (New Yorker).