CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Lunedė 21 gennaio ore 10.00 e 21.00

il viaggio di fanny


GIORNATA DELLA MEMORIA
Ingresso libero
sino ad esaurimento dei posti

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Venerdė 25 gennaio - Ore 21.00
Sabato 26 gennaio - Ore 21.00
Domenica 27 gennaio - Ore 16.00 - 21.00

non ci resta

che il crimine

Regia di Massimiliano Bruno.
Con Alessandro Gassmann, Marco Giallini,

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Prossimamente

Maria

Regina di Scozia

Regia di Josie Rourke.
Con Saoirse Ronan, Margot Robbie,
Jack Lowden, Joe Alwyn.

Questo fine settimana NON CIRESTA CHE ILCRIMIE Con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi.

Prossimamente MARIA REGINA DI SCOZIA. Un film Regia di Josie Rourke.

Giornata della memoria

Lunedì
21 gennaio 2019

Ore 10.00

Proiezione riservate alle
scuole del territorio

 

Ore 21.00

Proiezione ad ingresso libero sino ad esaurimento dei posti

 

Trailer

Il viaggio di Fanny

Regia di Lola Doillon.
Con Léonie Souchaud, Fantine Harduin, Juliane Lepoureau, Ryan Brodie, Anaïs Meiringer.

Seconda Guerra Mondiale. Molte famiglie di origine ebraica perseguitate dal regime nazista, si trovano costrette ad affidare i propri bambini a piccole organizzazioni clandestine che li accudiscano e li proteggano mentre, al contempo, cercano di nascondere la loro identità Fanny, un'ebrea dodicenne, separata insieme alle sue due sorelle dai genitori, è costretta dalle circostanze a scappare dal proprio rifugio assieme a un folto gruppo di bambini, per cercare riparo in Svizzera.

Lola Doillon ha portato sullo schermo la vicenda reale di Fanny Ben-Ami narrata nel suo romanzo autobiografico. Oggi la donna ottantaseienne vive a Tel Aviv dove la regista l'ha incontrata. Ne è nato un film che ha una doppia valenza. È infatti in grado di parlare ai più giovani portandoli a conoscenza di una vicenda che va conosciuta perché, come afferma la stessa Fanny oggi.

"Desidero che il mio messaggio venga compreso, affinché alcune cose non si ripetano. Viviamo in un'epoca molto fragile, da ogni parte si levano voci che ricordano moltissimo quelle che si sentivano allora. Questo è molto pericoloso, anche per coloro che non sono ebrei. Perché dopo gli ebrei, andranno in cerca di altri bersagli".

Nella Confederazione Elvetica ci sono ancora oggi testimoni e attori reali di quanto accadde. Assistere a un on the road che ha le radici nel reale in cui è una bambina che cerca di portare in salvo altri bambini può indurre i giovani spettatori a riflettere non solo sul passato ma anche a guardare a se stessi e a chiedersi se l'indifferenza verso il prossimo sia, come sembrerebbe l'imperativo contemporaneo, l'unica via possibile per sentirsi sicuri.

Agli adulti ricorda non solo una fase della storia contemporanea e un evento non ancora raccontato sul grande schermo ma va oltre. Perché ci dice che allora quella bandiera con la croce bianca svettante su un fondo rosso non era solo un vessillo che rappresentava un'appartenenza nazionale ma anche un simbolo di accoglienza per chi cercava scampo da una morte certa. In un periodo in cui tante (troppe) bandiere stanno diventando segnali di esclusione acritica e indiscriminata si tratta di un memento che merita una riflessione.


Cinematografo La Filanda

Venerdì
25 gennaio 2019

Ore 21.00

Sabato
26 gennaio 2019

Ore 21.00

Domenica
27 gennaio 2019

Ore 16.00 - 21.00

 

Interi Euro 5.00

Ridotti Euro 4.00

 

Trailer

Non ci resta che il crimine

Regia di Massimiliano Bruno.
Con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli.

Moreno e Sebastiano sono due sfaccendati, anzi, come li definisce l'amico Gianfranco che invece è diventato un uomo di successo, due "poracci".

Ma i tre sono cresciuti insieme, e Moreno e Sebastiano da bambini bullizzavano il piccolo Gianfranco, soprannominandolo "il Ventosa". Con loro c'era anche Giuseppe, che ora fa il commercialista precario e subisce le angherie del suocero, che lo paga solo quando gli pare.

Sebastiano peraltro è intrappolato in un matrimonio infelice e Moreno, pur cercando da sempre il modo di "fare i soldi con la pala", non riesce neppure a pagare gli alimenti arretrati alla ex moglie. Nel tentativo di sfuggire a Gianfranco, Moreno, Sebastiano e Giuseppe si infilano in un cunicolo spaziotemporale che li catapulta all'epoca in cui erano bambini: il giugno 1982, per la precisione.

E poiché l'ultimo grande progetto per "fare i soldi con la pala" di Moreno era guidare un tour dei luoghi frequentati dalla Banda della Magliana, è proprio fra i componenti di quella banda criminale anni '80 che i nostri eroi si ritrovano all'uscita del cunicolo.


Prossimamente al Cinematografo La Filanda

 

 

Interi Euro 5.00

Ridotti Euro 4.00

 

 

Trailer

Maria Regina di Scozia

Regia di Josie Rourke.
Con Saoirse Ronan, Margot Robbie, Jack Lowden, Joe Alwyn, David TennantGuy Pearce.

Scozia, 1561. Maria Stuarda, salita sul trono di Francia dopo aver sposato Francesco II, è rimasta vedova a 18 anni e ha deciso di tornare nella nativa Scozia, di cui è regina per diritto di nascita.

Con il suo ritorno Maria rischia di contendere anche il ruolo di regina d'Inghilterra ad Elisabetta I, che i legittimisti disconoscono come erede di Enrico VIII. Maria ed Elisabetta sono cugine ma praticano religioni diverse, la prima cattolica, la seconda protestante.

E tanto la corte d'Inghilterra quanto quella di Scozia temono che la Stuarda coltivi un legame con la Roma papalina, per tramare in segreto contro il regno anglosassone. "Un papista non siederà mai sul trono d'Inghilterra", sentenziano. Tantomeno una papista: perché l'aristocrazia maschile di Inghilterra e Scozia non è affatto contenta che a contendersi il trono siano due donne.

Se Elisabetta "sceglie di essere un uomo", e di non sposarsi né avere figli, Maria vuole "essere la donna che Elisabetta non è" e sa che potrà assicurare la discendenza reale agli Stuart solo partorendo un erede maschio. Ma il suo destino è segnato, come la Storia insegna, ed è solo una questione di tempo perché debba, diciamo così, chinare la testa.

"L'autorità delle donne genera mostri", proclama John Knox, leader della Riforma Protestante in Scozia e arcinemico della Stuarda. Ma in Maria Regina di Scozia è la political correctness a partorire coacervi al servizio delle sensibilità contemporanee.

Così la corte cinquecentesca d'Inghilterra diventa magicamente mutietnica: aristocratici afrobritannici, l'italiano Davide Rizzio interpretato da un portoricano mulatto, la nobildonna inglese Bess of Hardwick trasformata in una star cinese. L'unico personaggio che contraddice (sgradevolmente) la political correctness è Henry Darnley, la cui omosessualità viene tradotta in "naturale propensione" all'infingardaggine e alla depravazione. Ancora più massiccia è l'influenza su Maria Regina di Scozia del #Time'sUp, che trasforma il racconto di una leggendaria (e storicamente documentata) rivalità fra due aspiranti al trono d'Inghilterra in una sorellanza mal gestita e ostacolata da uomini invidiosi.