CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Venerd́ 21 settembre - Ore 21.00
Sabato 22 settembre - Ore 21.00
Domenica 23 settembre - Ore 16.00 - 21.00

LA RAGAZZA

DEI TULIPANI

Regia di Justin Chadwick.
Con Alicia Vikander, Dane DeHaan,
Judi Dench, Christoph Waltz.

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Venerd́ 28 settembre - Ore 21.00
Sabato 29 settembre - Ore 21.00
Domenica 30 settembre - Ore 16.00 - 21.00

UNA STORIA

SENZA NOME

Regia di Roberto Anḍ.
Con Micaela Ramazzotti,
Renato Carpentieri, Laura Morante.

Prossimo fine settimana LA RAGAZZA DEI TULIPANI.
Prossimamente UNA STORIA SENZA NOME. Un film sul furto della Natività, tela di Caravaggio sottratta dalla mafia nel 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovata.

Cinematografo La Filanda

Venerdì
21 settembre 2018

Ore 21.00

Sabato

22 settembre 2018

Ore 21.00

Domenica
23 settembre 2018

Ore 16.00 - 21.00

 

Biglietti:

Interi Euro 5.00

Ridotti Euro 4.00


 

Trailer

La ragazza dei tulipani

Regia di Justin Chadwick.
Con Alicia Vikander, Dane DeHaan, Judi Dench, Christoph Waltz, Jack O'Connell (II).

Nella Amsterdam del XVII secolo il ricco mercante Cornelis Sandvoort sposa la giovane Sophia, cresciuta orfana in un convento. Nella spasmodica attesa di un erede, i due posano di fronte al pittore Jan van Loos per un ritratto che cambierà le loro vite. Quando, infatti, Sophia si innamorerà del pittore, i due escogiteranno un piano per vivere la loro passione clandestina, d'accordo con l'aiuto della cameriera Maria. Proprio quest'ultima racconta la storia, ed è la prima idea interessante del dramma in costume diretto da Justin Chadwick e sceneggiato da Tom Stoppard, La ragazza dei tulipani.

A raccontare non è tanto la protagonista/eroina romantica ma la cameriera, quasi a richiamare una tradizione squisitamente classica (il servo di Plauto) ma anche a richiamare alla memoria l'incanto di film come Il filo nascosto dove a tessere la trama è proprio una cameriera.

Anche in questo caso è lei a narrare la storia, e lei a stravolgerla accordandosi con la giovane inesperta consorte Sophia, a cui dà volto e grazia la sempre impeccabile Alicia Vikander. Smessi i panni atletici di Tomb Raider, torna a vestire bustini, corpetti e deliziosi costumi d'epoca come in The Danish Girl e Anna Karenina, ma qui è chiamata a rappresentare la condizione femminile di un'epoca in cui una donna era trattata alla pari di un raro tulipano.

Siamo in Olanda, in piena febbre di commercio di tulipani, quando qualche bulbo poteva valere una fortuna (lo sa bene l'astuta suora interpretata da Judi Dench, ben diversa dalla performance velata di Meryl Streep ne Il Dubbio, ma ugualmente ipnotizzante).


Cinematografo La Filanda

Venerdì
28 settembre 2018

Ore 21.00

Sabato
29 settembre 2018

Ore 21.00

Domenica
30 settembre 2018

Ore 16.00 - 21.00

 

Biglietti:

Interi Euro 5.00

Ridotti Euro 4.00


 

Trailer

Una storia senza nome

Regia di Roberto Andò.
Con Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Jerzy Skolimowski, Antonio Catania.

Valeria Tramonti (Ramazzotti) è la timida segretaria del produttore cinematografico Vitelli (Catania), vive ancora a pochi passi dalla madre (Morante) ed è innamorata dello sceneggiatore Pes (Gassmann), per il quale scrive, non accreditata, i soggetti di cui poi lui si prende il merito.

A travolgere la sua riservata esistenza è l'incontro con Rak, un anziano sconosciuto (Carpentieri), personaggio misterioso e informatissimo, che le offre una storia irresistibile da trasformare in film, a patto che (anche stavolta) non sia lei a comparirne come autrice. Quella legata al furto della Natività, tela di Caravaggio sottratta dalla mafia nel 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovata. E che la mafia di oggi non ha nessun interesse a divulgare. Peccato che tra i finanziatori del film ci sia Spatafora (Bruno), affiliato a Cosa nostra.

Niente è come sembra, ogni personaggio è doppio, in Una storia senza nome: commedia buffa di dichiarato gusto rétro, venata di giallo e di tocchi felliniani, affettuoso omaggio alla storia del cinema e alle persone che i film li pensano, li amano, li finanziano e spesso incuranti del loro senso li portano a termine.

Su un altro piano il capolavoro di Caravaggio (sul quale circolano anche le storie dello smembramento in più parti per facilitarne l'espatrio, e quella di essere stato dato in pasto ai maiali) svela, nell'indagine in cui Rak coinvolge Valeria, le tangenze tra criminalità organizzata e politica, tra cene tra "amici" e i palazzi del potere.

Il dipinto diventa così l'amara immagine simbolo di un Paese sotto attacco di chi (la mafia) disprezza il valore del proprio patrimonio artistico ma anche della lettura, vista la quantità di scritti, libri, lettori, citazioni che puntellano un film molto scritto, colto, critico, in cui la sceneggiatura, il meccanismo narrativo prevale con evidenza sugli altri elementi di messa in scena, dando vita a tratti a un paradossale effetto di meccanicità.