
InFraC
L'Indipendenza
E' un letto troppo grande per dormirci da soli
Di: Alessandro MAURI
Con: Francesco COLOSIMO
Quando sei solo in casa mica è facile stare lontano dai rimpianti. Anche se la casa è grande, è vuota, edè tutta tua. Renzo voleva ritrovare l’indipendenza della gioventù. Stare da solo, essere autonomo, libero.
Riappropriarsi dei suoi spazi. Per questo ha tagliato i ponti con sua moglie. E per questo sta cercando di rimettersi in gioco. Il problema è che adesso ne ha trovati troppi, di spazi. In particolare uno, la stanza di sua figlia. E in tutti questi spazi è pieno delle cose che ha detto, che ha fatto, che ha mancato di fare.
Soprattutto la stanza di sua figlia. Vuota come le altre. Piena come le altre. Anzi: di più, da quando lei è scappata.
Per tornare di buon umore Renzo ha provato a imparare a cucinare. A cantare. A ballare. Non è servito a molto, perché l’unica cosa importante, l’unica cosa che vorrebbe davvero, l’unica cosa che lo renderebbe libero, sarebbe poter stare di nuovo con la sua bambina.
Sabato 31 gennaio
Ore 21.00
Domenica 1° febbraio
Ore 16.00 e 21.00
Lunedì 2 febbraio
Ore 21.00
BIGLIETTI:
Interi Euro 6.00
Ridotti Euro 5.00
Primavera
Regia di Damiano Michieletto.
Con Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Hildegard De Stefano.
Venezia, 1716. Cecilia è un'orfana che la madre ha affidato all'Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell'istituto ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale, nel suo caso il violino.
Le musiciste più dotate dell'orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in volto, e sono di fatto prigioniere finché non vengono date in sposa a qualche pretendente disposto a pagare una cospicua dote all'istituzione.
Quando la loro offerta musicale subisce la concorrenza di un gruppo parallelo, le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento ma fallimentare come impresario musicale. Si tratta di Antonio Vivaldi, malato e caduto in disgrazia, ma ancora in grado di commuovere profondamente il pubblico. E Vivaldi intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un'analoga passione per la musica.
Sgombriamo subito il campo dal possibile paragone fra Primavera e Gloria!, malgrado alcuni punti di contatto: sono entrambe opere prime cinematografiche che raccontano un gruppo di musiciste in un'epoca in cui il talento artistico femminile era considerato inferiore. Ma Primavera è molto diverso.
Il film si discosta da Gloria! nel suo svolgimento, soprattutto perché il film di esordio di Damiano Michieletto, regista teatrale affermato in Italia e in Europa soprattutto per la messa in scena di opere liriche, avvicina le figure di Antonio Vivaldi e di Cecilia creando fra di loro una comunicazione musicale irresistibile.
Vivaldi, prete per necessità, risveglia nelle ragazze, e in particolare in Cecilia, la passionalità a lungo sopita, e la rabbia per la condizione di sottoposta il cui valore è dato solo dalla possibilità di generare entrate per l'Ospedale, principalmente attraverso il matrimonio. Una volta andate in sposa infatti le musiciste dovranno abbandonare per sempre il loro strumento.
Non è un caso che la prima composizione di Vivaldi affidata alla loro esecuzione si intitoli "La follia": c'è qualcosa di febbrile e di pericoloso nella musica vivaldiana, un afflato romantico disperato che non potrà non fare presa soprattutto su Cecilia, l'unica musicista che suona non per il plauso del pubblico ma per la propria necessità espressiva. E in questo è unica anche rispetto a Vivaldi, che invece è sensibile alle lodi e alle opportunità a lui, a differenza delle ragazze, accessibili.
Primavera mostra anche, attraverso il suo commento musicale, la genesi di "Le quattro stagioni", il capolavoro di Vivaldi, composto proprio nel periodo in cui si svolge questa storia. La composizione melodica che accompagna il film è eccezionale nel sostenere il racconto e occasionalmente agire da contrappunto: una scena di ballo ambientata fra nobiluomini e nobildonne truccati e parruccati, grottesca e primordiale al punto giusto, è da antologia. "State rovinando la nostra pace", dirà Cecilia a Vivaldi, ma la musica deve fare proprio questo, e in parte è vero che gli strumenti sono stati dati alle ragazze "per maledire la loro situazione".
Venerdì
6 febbraio 2026
Ore 21.00
INGRESSI:
Biglietti Interi Euro 12.00
Biglietti Ridotti Euro 10.00

StArt Lab
Ma che bell'IKEA
Di: Gianni CLEMENTI
Regia di: Nicola PISTOIA
Con: Daniela STALTIERI e Massimiliano VADO
Periferia romana. In uno stabile di nuova costruzione si incrociano le vite di due coppie alla ricerca del loro primo appartamento.
La prima, borghese e politically correct, è ancora incerta sull’acquisto e si perde nell’area destinata al bagno. Pochi istanti dopo, dallo stesso bagno, appare un’altra coppia, impegnata nell’identico sopralluogo.
I due non potrebbero essere più diversi dai futuri vicini di casa. Venditore ambulante lui, ex prostituta rumena lei, sono i classici coatti della porta accanto. Le due coppie si ritrovano a condividere lo stesso ambiente, acquistando due appartamenti nello stesso edificio ma su piani diversi.
Il loro stupore per questa convivenza aumenta quando scoprono che le rispettive abitazioni non solo sono identiche strutturalmente, ma hanno anche lo stesso arredamento.
Sotto il segno di IKEA, riconoscono mobili, quadri e soprammobili. E anche le abitudini di vita non sono poi tanto dissimili. Ma cosa possono avere in comune una vegana e una ex prostituta?
Un avvocato progressista e un ultrà tendenzialmente nazista? Inizia così una sorta di frequentazione forzata, per tentare di scoprire il perché di simili sconcertanti coincidenze. Una commedia tutta da ridere, in cui non sarà difficile riconoscere anche una piccola parte della propria vita.
Sabato 7 febbraio
Ore 21.00
Domenica 8 febbraio
Ore 16.00 e 21.00
Lunedì 9 febbraio
Ore 21.00
BIGLIETTI:
Interi Euro 6.00
Ridotti Euro 5.00
La Grazia
Regia di Paolo Sorrentino.
Con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano.
Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco.
Vedovo da otto anni della moglie Aurora che gli manca sempre tantissimo, cattolico e autore di un manuale di diritto penale definito come l'Himalaya K3, ha due figli: Dorotea, giurista come lui, è sempre al suo fianco e gli controlla sempre i pasti per un'alimentazione sana; Riccardo, musicista (ma non di musica classica come lui aveva sperato) vive a Montréal.
Ma soprattutto si trova davanti a due dilemmi morali.Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer.
Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all'eutanasia. Sono dubbi che lo tormentano, assieme a un passato che più volta riaffiora e di cui cerca di scoprire delle verità nascoste.
In La grazia ci sono dei legami indissolubili che durano da anni (l'amica Coco Valori), la presenza di fotografie, ricordi del passato, ma soprattutto l'immagine della moglie del Presidente che cammina nei boschi. Forse un flashback, forse una visione, forse un sogno, forse tutte e tre le cose.
Nei primi piani su Servillo il passato scorre continuamente sui suoi occhi accanto alle questioni scottanti (grazia, eutanasia) che deve cercare di risolvere prima della fine del suo mandato.
Nel suo volto si avverte il senso opprimente dell'attesa simile a quella di Titta Di Girolamo in Le conseguenze dell'amore. In più il suo ruolo istituzionale alternato, anzi sovrapposto con la sua dimensione privata, richiama le figure di Giulio Andreotti in Il divo e Silvio Berlusconi in Loro.
Le parole del Papa, di colore, che si muove in scooter in uno dei movimenti riconoscibilissimi del cinema del regista, lo mettono davanti a un bivio: "Il passato è un peso, il futuro un vuoto".
Biglietti Interi Euro 15.00
Biglietti Ridotti Euro 12.00
RIDUZIONI: maggiori di 65 o minori di 12 anni.
Venerdì
13 marzo 2026
Ore 21.00
Compagnia "Creadiva"
The speech
Con: Alessandro BIANCHI
Bambini minori di 3 anni ingresso gratuito.
Bambini maggiori di 3 anni Euro 2.00.
Accompagnatori Euro 5.00.
Sabato
21 febbraio 2026
Ore 16.00
Compagnia “Il Sipario Onirico”
Raperonzolo
Commedia per ragazzi e famiglie liberamente ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm.
Drammaturgia e Regia: Fabio TOSATO
Con: Elisa BENEDETTI, Mariangela DAMIANO, Fabio TOSATO