CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Sabato 4 dicembre - Ore 21.00
Domenica 5 dicembre - Ore 16.00 - 21.00

per tutta la vita

Un film di Paolo Costella.

Con Ambra Angiolini, Luca Bizzarri,
Carolina Crescentini, Claudia Gerini.

CINEMATOGRAFO LA FILANDA

Prossimamente

E' stata

la mano di Dio

Un film di Paolo Sorrentino.

Con Filippo Scotti, Biagio Manna,
Renato Carpentieri, Luisa Ranieri.

Cinematografo La Filanda

Sabato
4 dicembre 2021

Ore 21.00

Domenica
5 dicembre 2021

Ore 16.00 e 21.00

 

Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

 

 

Trailer

 

 

Per prenotare biglietti
per il Cinema clicca qui

Per tutta la vita

 

Un film di Paolo Costella.
Con Ambra Angiolini, Luca Bizzarri, Carolina Crescentini, Claudia Gerini, Paolo Kessisoglu.

Andrea e Paola sono innamoratissimi ma coltivano sogni diversi: lui un figlio, lei un trasferimento di lavoro a Copenhagen; Vito e Sara sono ex coniugi molto arrabbiati l'uno con l'altra, per il dispiacere del figlio Giulio; Edo e Marco sono amici fraterni e fanno tutto in quattro insieme alle rispettive mogli, Giada e Viola: ma Marco e Giada non sanno che Edo e Viola sono amanti.

Quando viene dato l'annuncio che un gruppo di coppie, comprese quelle già citate, sono state sposate da un falso prete e dunque i loro matrimoni vengono annullati dalla Sacra Rota, a ognuno viene data la possibilità di rivalutare la promessa reciproca e "confermare o ribaltare il verdetto" emesso in chiesa.

Da questa premessa, che ricorda da vicino quella di Immaturi (non a caso scritto e diretto da Paolo Genovese che qui figura nel gruppo degli sceneggiatori insieme al regista Paolo Costella e Antonella Lattanzi - ma nei crediti sullo schermo compaiono anche altri nomi....), parte una storia intricata che vede i protagonisti incrociarsi casualmente senza incontrarsi mai (a parte quelli che già si conoscevano).

Quello che è interessante è che, all'interno della classica modalità da dramedy contemporanea all'italiana con il solito cast di volti noti al grande pubblico, si inseriscono tematiche più controverse, e un livello di ambiguità maggiore: proprio nel momento in cui la trama sembra prendere una piega conservativa (e retriva) infatti arrivano piccole svolte che tengono conto di come il sentire comune, soprattutto quello che riguarda il femminile, stia cambiando.

Questo, d'altro canto, fa sì che non tutte le storie trovino un'adeguata conclusione e mostrino un finale sospeso che ha il sapore della fuga da una posizione morale definita, nonché della facile scappatoia dalla necessità di trovare una soluzione narrativa al conflitto innescato.


Prossimamente al Cinematografo La Filanda

 

Interi Euro 6.00

Ridotti Euro 5.00

 

 

Trailer

 

 

Per prenotare biglietti
per il Cinema clicca qui

E' stata la mano di Dio

 

Un film di Paolo Sorrentino.
Con Filippo Scotti, Biagio Manna, Renato Carpentieri, Luisa Ranieri, Teresa Saponangelo, Toni Servillo

Fabio è uno dei tre figli di Saverio e Maria, coppia della buona borghesia napoletana, circondata da vicini, parenti e amici che condividono allegria e problemi famigliari.

Adolescente incerto sul futuro dopo un diploma di maturità classica ancora da conquistare, Fabio è intimidito dalle donne e innamorato della zia Patrizia, di grande sensualità e di inquietanti allucinazioni.

Intorno a lui ruota un caleidoscopio domestico fatto di scherzi materni e stoccate paterne, di un fratello che sogna il cinema e una sorella che vive chiusa in bagno, più i tanti personaggi che costituiscono un teatro partenopeo da far invidia ad Eduardo. Ma questo universo protettivo ed esilarante è destinato a scomparire all'improvviso, creando un vuoto che, forse, potrà essere anche fonte di una nuova libertà creativa.

"Alla fine torni sempre a te e a questa città", dice il regista Antonio Capuano a Fabio, alter ego cinematografico di Paolo Sorrentino, che con È stata la mano di Dio ripercorre la propria storia famigliare e fornisce il racconto della formazione che l'ha portato a trasferirsi a Roma per diventare regista. Ma Napoli se l'è portata dentro, e solo oggi affronta di petto il suo rapporto con la città, nonché la tragedia della perdita dei genitori ad un'età ancora incerta.

Per la prima metà del racconto È stata la mano di Dio è la ricostruzione pirotecnica di una napoletanità privilegiata e gaudente che si esprime attraverso il gioco (anche delle parti), in un Amarcord che cita Federico Fellini ma anche Sergio Leone e Roberto Rossellini, componendo il pantheon ideale della genesi artistica ed emotiva di Sorrentino autore. Nella seconda metà il regista spegne i fuochi d'artificio e lascia posto all'assenza, depura il suo cinema di ogni ingombro estetizzante per spogliarsi nudo davanti alla realtà della solitudine improvvisa, a tu per tu con quel mondo "deludente" per cui l'unico antidoto è l'immaginazione.

Sorrentino torna a bagnare i panni in quel mare che "non bagna Napoli" per ripescarvi le origini della sua vocazione e rendere omaggio a chi, prima ancora dei Maestri, ha arricchito il suo mondo interiore: un padre istrionico, una madre giocoliera, una zia alienata e provocante, uno zio in grado di interpretare come "la mano di Dio" l'intervento di quel Diego Armando Maradona capace di "atti politici", come il celebre goal di mano contro l'Inghilterra, e di miracoli quotidiani, come quello di chiamare a sé - "in curva B, naturalmente" - il giovane Fabio, sottraendolo al destino tragico dei suoi genitori.