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ASSOCIAZIONE LA FILANDA
L’Associazione “LA FILANDA” è nata con atto costitutivo del 12 luglio 2006, su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale di Cornaredo e di alcuni cittadini che credono nel valore della Comunicazione culturale come substrato su cui costruire una comunità aperta, dinamica e tollerante.
L’Associazione, come da Statuto, ha il compito principale di avviare e sviluppare un’attività nuova per il territorio, e cioè la gestione organizzativa, e non solo, degli spazi realizzati dall’Amministrazione Comunale nelle strutture della Filanda.
Tutte le Associazioni e i singoli cittadini che ne condividano gli obiettivi possono aderire all’Associazione al fine di contribuire al miglior funzionamento e alla fruizione più funzionale e condivisa dell’Auditorium la Filanda e dei siti culturali presenti nel territorio.
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Scheda di iscrizione all'Associazione
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Esistono, della Filanda di Piazza Libertà, due momenti storici o se vogliamo due storie spezzate, nella loro continuità, dalla seconda guerra mondiale.
La prima racconta di nascita, sviluppo ed entusiasmo alla vita; la seconda di decadenza, sottoutilizzazione, dell'incendio e dell' abbandono della struttura.
Esiste poi una più recente storia, la terza: richiama i valori persi, li recupera e restituisce al paese la solida presenza di un luogo noto ai cittadini,
la nuova Filanda di Piazza Libertà; oggi aggregazione di giovani e meno giovani, uomini semplici e future speranze di cultura, di impegno, di partecipazione alla vita della comunità. |
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La nascita della filanda a vapore Mercanti di bachi a Cornaredo.
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Si legge in un manifesto datato 1 aprile 1856:
"D'affittarsi filanda a vapore di 50 fornelli in Cornaredo. Volendosi procedere all'affitto della Filanda a vapore di 50 forltelli in Cornaredo con annessi locali di servizio e di magazzino per gli ammassi dei bozzoli, ogni aspirante al dettto affitto è invitato a dirigersi dal Signor Marchese Francesco D'Adda, abitante in questa città, Contrada di Soncina Marati n. 915 per le analoghe trattative" |
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Si tratta senza dubbio del più antico imprenditore filandiere conosciuto a Comaredo.
Di lui si sa che abitava in una casa in fondo alla attuale via Stretta, ma non è nota la dislocazione della sua filanda. Le notizie relative alla Filanda tornano a partire dal 1814 grazie ad un documento dell'amministratore della tenuta di Casa Serbelloni. |
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Del conte Serbelloni è anche un documento che regolamenta tutte le procedure cui i contadini devono attenersi per avere diritto alle uova del baco da seta. La proprietà dello stabilimento cambierà di mano nel 1868 come testimonia un atto di vendita risalente tra la Contessa Maria Serbelloni e Andrea Ponti. Tracce di una rinnovata filanda Serbelloni si hanno all'inizio del '900: la sua ubicazione coincide con l'attuale via Ponti. | ||
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Nella
gestione del complesso manifatturiero avevano fatto la loro comparsa,
dal 1895, i fratelli Dubini, già proprietari della filanda di San
Pietro all'Olmo. I Dubini gestirono la Filanda per parecchio
tempo, fino al 1919. Nel 1920 gli eredi dei Ponti la vendettero
alla società Tesini&Malvezzi, che la condurrà fino al
1941,vent'anni di cui si hanno poche e scarne notizie. |
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Nel 1941 Mario Malvezzi cede tutta l'area industriale alla Società Immobiliare Stabilimenti di Cornaredo, di proprietà del signor Lutomirski, che a sua volta la dà in affitto alla società De Angeli-Frua. Gestione di breve durata che si conclude già nel 1944, quando la proprietà decide di avviare in proprio un'industria di confezioni: la MAIM (Manifattura Abbigliamenti Industriali-Milano). | ||
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Come si legge nel prezioso volume di Graziano Vanzulli, "Cornaredo, la storia dimenticata":
"Da qui e fino al 1977, anno del fallimento della MAIM, si assisterà alla completa scomparsa, negli anni Cinquanta, del filatoio e dei corpi di fabbrica laterali all'ex palazzo Serbelloni e, dopo aver subito un incendio nel 1971, alla demolizione dello stesso palazzo nel 1975.....". |
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Quindi un nuovo incendio nel 1997.
Scrive ancora Vanzulli:
"Dopo vent'anni di completo abbandono, nel 1998 sono stati demoliti anche la ciminiera (quel che rimaneva) ed il corpo di fabbrica di fine Ottocento" |
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La rinascita della nuova filanda Recupero e restituzione al paese di un luogo noto ai cittadini.
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A seguito di un lungo confronto tra la proprietà e l'Amministrazione Comunale, che ha caratterizato gli ultimi decenni, l'area veniva destinata ad interesse "Pubblico e Privato" da ripartire in parti uguali. Alla proprietà della famiglia Lutomirski, si concedeva la "nuova edificazione", mentre l'Amministrazione optava per la ristrutturazione di un'ala del complesso. |
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L'impegno, oggi mantenuto, era quello di porre fine al degrado della ex Filanda, restituirla ai cittadini come memoria e servizio per il presente e il futuro della città. L'Amministrazione decideva quindi di mantenere l'involucro esterno cercando di non contaminare o manometere la facciata sui lati rivolti al parco. |
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Il progetto ha inteso mantenere la lettura del nuovo rispetto all'esistente.
In pratica mantenere le "volterranee" (strutture in ferro e volte in mattoni) dell'unico solaio, recuperare le "sette colonne" dell'ex filanda assegnata alla proprietà, quindi le "bocche" delle vecchie caldaie. |
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La nuova struttura Luogo di aggregazione, di cultura, di impegno, di partecipazione.
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Il nuovo edificio si sviluppa su 3 livelli
Inserito nel centro cittadino si affaccia su un parco che dà inizio ad una "spina verde" che, partendo dal Municipio, si estende verso Sud comprendendo anche altri edifici comunali quali l'Asilo Nido, la Scuola Media con la palestra, due Scuole Materne e la Scuola Elementare, il Centro Polifunzionale Anziani, l'Ufficio Postale e l'Ufficio Tecnico. |
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Piano terra Biblioteca Sala esposizioni Camerini auditorium |
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Ammezzato Uffici Istruzione, Cultura, Sport e Tempo Libero Biblioteca Spazio attrezzato per studio e letture |
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Primo Piano Sala Consiliare Auditorium Bar Guardaroba |
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Secondo Piano Balconata Sala Consiliare Accesso superiore Auditorium |
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